Il progetto

Le storie di paesaggi priolesi sono state pubblicate nel volume: I paesaggi del rischio. Priolo e il prezzo del progresso, edito da Ed.it.

Le storie di Paesaggi priolesi. Una introduzione.

Le storie che troverete pubblicate in questo blog sono frutto di un lavoro intenso di ricerca sul campo in uno dei territori più stuprati della Sicilia. Rischio sismico, industriale, idrogeologico e democratico assoggettano una comunità allo strazio del non percepire un futuro diverso e migliore per il proprio luogo di vita.

Da urbanista, allora, ho ritenuto impossibile pensare a scenari territoriali differenti senza sapere come vedessero Priolo alcuni individui: persone speciali con storie uniche, coinvolgenti e toccanti. Testimoni attenti della vita a Priolo, punti di vista differenti da quella repentina trasformazione da borgo marinaro a città industriale; che erano stati presi a pugni, se non feriti a morte dal cosiddetto sviluppo industriale; che avevano subito sulla loro pelle, o su quella dei loro cari, il prezzo del famigerato progresso.

Così armato solo di un vecchio registratore Aiwa con cassette al cromo TdK raccolsi le loro visioni, i loro paesaggi. Ad esempio il paesaggio di Alessandra, che ha perso il bimbo appena nato per via di una malformazione al cuore; il paesaggio di Michele, un pescatore costretto a vendere la barca per via della moria di pesci; il paesaggio di Carmelo, il contadino che aprendo il rubinetto trovò la benzina e il paesaggio di Mario, malato di tumore dopo trent’anni passati al reparto insacco fertilizzanti.

Ho chiamato questi racconti Storie di Paesaggi e sono diventate uno strumento. Uno strumento non difforme dalle storie di vita, in uso alla sociologia qualitativa, ma diverso nella narrazione e nella proposizione, in quanto non solo legate alla storia biografica dell’intervistato, ma soprattutto al suo modo di vivere ed esperire il proprio luogo d’esistenza. Le Storie di Paesaggi diventano metafora dell’interazione continua e profonda che deve sussistere fra un progettista urbano e una comunità; possono essere una possibilità differente nel comunicare desideri e germinarli in scenari territoriali.

Alle fredde e sterili mappe si affianca così un percorso narrativo che completa il lavoro di conoscenza e cura del paesaggio. Ecco dunque l’urgenza di raccontare e mettere in condivisione qui queste storie: da un lato far conoscere il malessere e la frustrazione di una delle zone più deturpate della provincia aretusea, dall’altra creare un punto di innesco, una miccia fervida e corta per provocare azioni utili a ripensare e riprogettare in maniera aperta, porosa ed ecologica Priolo.

Salvo Messina

La versione audio delle storie è curata da Roberto Sammito. I brani scelti per accompagnare la lettura sono rilasciati con licenza creative commons.

Chiunque volesse ri-pubblicare le storie o ri-trasmettere le versioni audio può scrivere a robertosammito[at]gmail.com